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Da anni con governi di ogni genere, finanziaria dopo finanziaria, vengono prelevate risorse dalla scuola statale, per spostarle su altre voci del bilancio dello Stato. Mai si era arrivati, però, ai livelli dell’ultimo governo Berlusconi. Con l’obiettivo di sostituire al diritto universale allo studio una formazione minima per poveri ed un sistema più qualificato, inserito nel mercato, per i più ricchi, la legge finanziaria del 2008 ha operato tagli di dimensione tale, da mettere in discussione l’esistenza stessa della “scuola della Repubblica” e la sua funzione costituzionale di strumento per la “promozione della persona”. Tutto ciò ha incontrato una forte opposizione sociale, a cui è in gran parte affidato, noi pensiamo, il futuro del diritto allo studio nonché del livello di civiltà del nostro paese. Assistiamo contemporaneamente ad una debolissima opposizione a livello istituzionale, a riprova della necessità che forze d’alternativa, come il PRC, siano presenti in Parlamento. Tutti i soggetti presenti nel sistema della formazione, dalle scuole per l’infanzia all’università, hanno reagito con determinazione, mettendo in difficoltà, per la prima volta, un governo apparentemente inossidabile. Scioperi, manifestazioni, assemblee, raccolte di firme, mobilitazioni di tutti i tipi, insieme ad una grande creatività comunicativa hanno prodotto e mantenuto alta l’attenzione sul gravissimo attacco all’accesso alla conoscenza ed alla ricerca. Tutto questo e persino i convegni, che continuano a produrre riflessioni sui cambiamenti e le riforme necessari per allar- gare e qualificare il diritto alla conoscenza, hanno bisogno, per avere senso, di curarlo e tutelarlo in ogni suo aspetto, anche apparentemente marginale, a partire dai luoghi della produzione culturale. Per questo abbiamo pensato di costruire una sorta di manuale, da mettere a disposizione di tutti/e, con l’idea di supportare i singoli o le strutture che vogliono richiederne l’applicazione. Senza avere la pretesa di trattare esaurientemente la grande quantità di azioni che potrebbero essere messe in campo nelle scuole e nelle istituzioni locali a tutela del diritto allo studio, crediamo che possa essere utile, in questa fase così difficile, mettere in campo uno strumento da arricchire man mano con altri temi e contributi. Siamo disponibili, come Partito della Rifondazione Comunista, a sostenere e promuovere iniziative individuali e di gruppo, che anche su piani e con strumenti diversi, da quello legale alla denuncia pubblica, dall’azione istituzionale a varie modalità di mobilitazione, abbiano una ricaduta concreta nella difesa e nel rilancio del diritto alla conoscenza |