Quaderni della Conoscenza

Data: 25/02/2009
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Da anni con governi di ogni genere, finanziaria dopo finanziaria,
vengono prelevate risorse dalla scuola statale, per spostarle
su altre voci del bilancio dello Stato. Mai si era arrivati,
però, ai livelli dell’ultimo governo Berlusconi. Con l’obiettivo
di sostituire al diritto universale allo studio una formazione
minima per poveri ed un sistema più qualificato,
inserito nel mercato, per i più ricchi, la legge finanziaria del
2008 ha operato tagli di dimensione tale, da mettere in discussione
l’esistenza stessa della “scuola della Repubblica” e
la sua funzione costituzionale di strumento per la “promozione
della persona”.
Tutto ciò ha incontrato una forte opposizione sociale, a cui è
in gran parte affidato, noi pensiamo, il futuro del diritto allo
studio nonché del livello di civiltà del nostro paese.
Assistiamo contemporaneamente ad una debolissima opposizione
a livello istituzionale, a riprova della necessità che
forze d’alternativa, come il PRC, siano presenti in
Parlamento.
Tutti i soggetti presenti nel sistema della formazione, dalle
scuole per l’infanzia all’università, hanno reagito con determinazione,
mettendo in difficoltà, per la prima volta, un
governo apparentemente inossidabile. Scioperi, manifestazioni,
assemblee, raccolte di firme, mobilitazioni di tutti i
tipi, insieme ad una grande creatività comunicativa hanno
prodotto e mantenuto alta l’attenzione sul gravissimo attacco
all’accesso alla conoscenza ed alla ricerca.
Tutto questo e persino i convegni, che continuano a produrre
riflessioni sui cambiamenti e le riforme necessari per allar- 
gare e qualificare il diritto alla conoscenza, hanno bisogno,
per avere senso, di curarlo e tutelarlo in ogni suo aspetto,
anche apparentemente marginale, a partire dai luoghi della
produzione culturale.
Per questo abbiamo pensato di costruire una sorta di manuale,
da mettere a disposizione di tutti/e, con l’idea di supportare
i singoli o le strutture che vogliono richiederne l’applicazione.
Senza avere la pretesa di trattare esaurientemente la
grande quantità di azioni che potrebbero essere messe in
campo nelle scuole e nelle istituzioni locali a tutela del diritto
allo studio, crediamo che possa essere utile, in questa fase
così difficile, mettere in campo uno strumento da arricchire
man mano con altri temi e contributi. Siamo disponibili,
come Partito della Rifondazione Comunista, a sostenere e
promuovere iniziative individuali e di gruppo, che anche su
piani e con strumenti diversi, da quello legale alla denuncia
pubblica, dall’azione istituzionale a varie modalità di mobilitazione,
abbiano una ricaduta concreta nella difesa e nel
rilancio del diritto alla conoscenza

Autore: ps
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